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Rovigno / Cultura e scienza / Museo del Convento dei Francescani

Museo del Convento dei Francescani

Museo del Convento dei Francescani

Il Convento dei Francescani e la chiesa di S. Francesco d'Assisi vengono a costituire il centro della zona nordorientale della città, un'entita` urbanistica che prende forma, prevalentemente, all'epoca della corrente stilistica del barocco e dello storicismo. La sua posizione un po' isolata in cima al colle e il caratteristico campanile fanno di questa unità architettonica sacra un discreto "contrapposto" visivo alla chiesa parrocchiale dei SS. Giorgio ed Eufemia, la cui verticale del campanile con in cima la statua della martire rovignese, domina i vivaci e pittorici contorni della città. I conventi francescani sono noti come centri della spiritualità, dell'arte e del sapere, luoghi in cui vengono raccolti sistematicamente, custoditi e presentati ai visitatori patrimoni culturali e artistici di varia e preziosa provenienza.

Moltissime raccolte francescane in Croazia - ricordiamo quelle delle isole Kosljun e Visovo - si rifanno, per genealogia, alla tradizione dei dosiddetti "gabinetti delle curiosità" e a quella dei primi musei del XX secolo. Sono proprio i primi, i "gabinetti delle curiosità", ad affondare le proprie radici nel periodo del Rinascimento, quando si prefiggevano prevalentemente di raccogliere oggetti che raccontassero storie interessanti a livello locale e che, grazie alle loro peculiarità quasi magnetiche, attiravano numerosissimi visitatori. Da qui anche il termine "curiosità" nel loro nome. I secondi invece si basano sull'autenticità storica, ovvero scientifica, dell'oggetto, anche nella loro valutazione e attirano visitatori con una base culturale scientifica.

Dai racconti e dai ricordi dei promotori e fondatori del museo del Convento Francescano di Rovigno, fra Ilario Luksic e fra veseljko Grubisic e dalle parole dell'attuale custode fra Jobo Mikolic, l'idea della fondazione del museo nacque negli anni settanta del XX secolo. Al pianterreno dell'ala orientale, accanto alla sacrestia, nei vani che venivano usati dai ministranti e per la preparazione delle ostie, i frati istituirono una raccolta di opere d'arte e di oggetti d'arte applicata originali, prevalentemente liturgici. Al tempo dell'installazione e della valorizzazione della mostra, significativo e molto prezioso fu il contributo scientifico degli storici dell'arte croati Cvito Fiskovic e Ante Sonje.

La raccolta così allestita è stata registrata dai conservatori del Ministero alla Cultura della Repubblica di Croazia che hanno ne elencato e documentato sistematicamente il fondo, in base alla raccolta di dati degli inventari sacri del 2001 e dell'inventario della chiesa e del convento. L'anniversario della fondazione del convento ricorre il 4 ottobre 2002, giorno di S. Francesco ed è un 'ottima occasione per mostrare al pubblico la sua raccolta, rinnovata e arricchita nel pieno rispetto della tradizione francescana, grazie al generoso aiuto e all'impegno della Città di Rovigno e dei numerosi donatori.

Vorremmo mettere in evidenza:

Museo del Convento dei Francescani

Altare maggiore

L'elegante altare maggiore di marmo, posto nell'abside, si presenta con un tribuna che copre il tabernacolo ed è sovrastato da una sfarzosa corona che è l'unico pezzo conservato dell'altare maggiore precedente, costruito completamente con legno di noce policromato e dorato. È affiancato da porte chiuse che danno sul coro semicircolare.
Sui muri della navata, da entrambi i lati dell'arco di trionfo, troviamo gli altari laterali. Quello a settentrione, del Vangelo, è dedicato a S. Pietro di Alcantara, mentre quello meridionale alla Crocifissione di Cristo. Gli altari sono di fattura identica, hanno il piedistallo di marmo e la predella bassa, mentre nella parte alta vantano della pale incorniciate a stucco.

Quadri

L'immagine di Cristo crocefisso, con ai piedi le figure di S. Francesco, S. Diego e S. Bernardino da Siena e in basso il busto - ritratto dei donatori, è opera di un maestro veneziano anonimo del Seicento, probabilmente vicino alla scuola di Palma il Giovane. È particolarmente interessante l'opera di un pittore anonimo veneziano del XVIII secolo, il quadro dell'altare laterale settentrionale. Riproduce la Vergine Immacolata sulla mezzaluna e una sfera con un serpente attorcigliato attorno. S'inchina alla Vergine madre di Cristo S. Antonio di Padova, sul lato sinistro del quadro, mentre sul lato opposto viene ritratto S Pietro d'Alcantara mentre abbraccia il crocifisso, oggetto della passione di Cristo, che venerava. Sulle pagine del libro aperto, in basso a destra, leggiamo il nome di Giuseppe Ventura, che in alcuni scritti viene nominato come autore del quadro ma che gli esperti d'arte barocca non hanno tuttora confermato. Nell'altare di S. Pietro d'Alcantara vengono custodite le spoglie di S. Candida, martire di Cartagine, mentre nel secondo altare laterale della Crocifissione di Cristo, troviamo la statua del corpo disteso di S. Antonio di Padova.
I quadri sui muri del presbiterio riproducono le scene e i personaggi dell'interessante iconografia francescana. Al centro, nella calotta dell'abside, viene riprodotto S. Francesco d'Assisi che canta, eseguito con la tecnica della tempera a secco, con sotto il testo del famoso Cantico delle Creature, per il quale viene usata la tecnica dell'affresco. Sui muri laterali del presbiterio sono dipinti i busti degli evangelisti con i loro simboli, S. Clara e S. Antonio dirimpetto, S. Elisabetta, regina portoghese e S. Ludovico, re francese del XIII secolo. Le presenza di questi due ultimi personaggi ci riporta ai frati francescani del terz'ordine di cui i due erano celebri rappesentanti. Le immagini dell'abside sono un'opera di Carlo Donati di Verona e risalgono al 1928, dati questi comprovati dai documenti custoditi nell'archivio del convento. I quadri del presbiterio, invece, furono commissionati al pittore rovignese Antonio Macchi.

Arredo

La parte bassa dell'abside semicircolare ha gli stalli da coro di legno massiccio che riproducono scene della Via Crucis, mentre alle spalle dell'altare maggiore c'è l'organo, costruito nel 1908 dai fratelli Riegel, di Jagendorf, Austria.
Nella chiesa troviamo ancora alcune statue della Madonna Immacolata che testimoniano quanto i francescani onorassero la Madre di Dio. La statua di S. Giuseppe, di provenienza tirolese, apparteneva all'omonima confraternita di Rovigno, vicina alla chiesa francescana.

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