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Rovigno / Cultura e scienza / Banda d'ottoni

Banda d'ottoni

Obala Aldo Rismondo 18
52210 Rovinj
098 889 118
052/815-433

La Banda d'ottoni (Breve cronologia della Rovigno musicale) e le sue parate orchestrali attraverso la storia musicale rovignese, contrassegnata da numerose cadute e risalite, sempre in perfetta simbiosi con il ritmo della vita culturale cittadina degli ultimi due secoli, rappresenta innanzitutto una ricchissima galleria di personaggi e di circostanze, di avvenimenti storici intriganti e incarna un testimone autentico degli sforzi culturali di una piccola comunità spesso repressa dagli eventi storici.

Per „estrarre“ il potenziale creativo dai „sapaduri“ (agricoltori), „pascaduri“ (pescatori), dai marineri (marinai) e dai „cavaduri“ (scavatori) di un tempo, la cui musicalità innata espressa nella vita quotidiana non poteva passare inosservata, comparve sulla scena don Rocco Angelici e il suo desiderio pluriennale prese finalmente forma nel 1765 con l'iniziativa intitolata „Accademia filarmonica“ diretta dal maestro di musica e parroco Pietro Masato. Dopo tale impresa pionieristica, molto importante, ci fu una lunga pausa pedagogica, interrotta appena nel 1814, anno in cui nacque la seconda „Accademia musicale“. Il 30 novembre 1823 iniziò ad operare la terza ed ultima accademia musicale con orchestra, risultato della collaborazione di don Andrea Battistella e Andrea Rocco Preposito. Quest'ultimo era il parroco rovignese e rinomato violinista.

La comparsa delle prime „bande di strumenti a fiato“ segnò la fine dell'attività dell’accademia di musica e parallelamente di un'intera era pedagogica che, coronata o non coronata dal successo, durò quasi un intero secolo.

Dal 1842 le bande operarono in seno ad un'unica cornice, quella della „Scuola generale di musica“ che però venne chiusa nel 1856 e poi riaperta nel 1860. Che la fine del XIX secolo a Rovigno fosse contrassegnata da una vera e propria fioritura di iniziative culturali e musicali, ce lo conferma l’originale dinamica con cui venivano costituite nuove società musicali e non di meno, la loro veloce chiusura. Nel 1871, ad esempio, fu costituita la „Società filarmonica“ e nel 1878 una seconda società omonima che operò fino al 1883. Nel 1879 iniziò la sua attività la banda „Comunità“, spentasi poi nel 1885. L'anno successivo, nel 1886, fu fondato l'“Istituto civico di musica“, nell'ambito del quale i membri operavano sia come banda che come orchestra e frequentavano anche ore di canto. Nel 1886 notiamo un approccio innovativo al settore: si capì subito che qualcosa di nuovo stava nascendo e ne troviamo conferma nel 1893, quando un gruppo dell'Istituto cittadino uscì per la prima volta nelle vie di Rovigno, diretto dal maestro Artur Widmer. Fu un momento di svolta, storico per la vita cittadina legata alle tradizioni, che diventò a sua volta una vera e propria tradizione, viva ancora oggi, grazie al nuovo aspetto originale e molto attraente delle divise dei musicisti, di cotone blu con dettagli azzurri e bianchi, tra i quali spiccava molto quello sul colletto: un'arpa, simbolo della musica. Grazie al complesso musicale, per la prima volta nella storia si sentirono le note delle famosissime composizioni „Intermezzo“, „Cavalleria rusticana“ del maestro Pietro Mascagni e la „Marcia trionfale“, opera che lo stesso Widmer compose per l'occasione. Non dobbiamo dimenticare di dire che a quell'epoca il centro e il generatore principale delle attività culturali ed educative era l'oratorio dei salesiani rovignesi, che avevano un teatro molto bello, epicentro di innumerevoli attività culturali: vi presero luogo le prime proiezioni cinematografiche, varie rappresentazioni teatrali, giochi, vi si eseguiva o semplicemente ascoltava musica varia, da operette a composizioni classiche, sacre e bandistiche. La „Banda di ottoni dei padri salesiani“ si esibì per la prima volta in concerto nel 1922, in occasione del pellegrinaggio a Torino dei giovani salesiani.

Il ventesimo secolo e in particolar modo il periodo precedente alla Seconda guerra mondiale, fu un'epoca d'oro a Rovigno per lo sviluppo delle bande d'ottoni: in un breve periodo di tempo erano operative più bande cittadine molto rispettabili, come ad esempio la „Banda di ottoni civica“, la „Scuola cantorum“ dei francescani, la „Banda di ottoni dei salesiani“, la „Banda di ottoni della Manifattura tabacchi“ e le „Fanfare della società democratica (Circolo) “.

Dopo la guerra, con la comparsa di nuove circostanze sociopolitiche, la fama e l’importanza delle bande di ottoni crollarono, ma al contempo stesso ci fu un aumento del numero di concerti pubblici, che però avevano un carattere prevalentemente politico. Le bande d'ottoni presenziavano quasi esclusivamente a manifestazioni commemorative (soprattutto per i partigiani uccisi) e alle festività nazionali più importanti (29 Novembre, 1 Maggio...). All'epoca del grande esodo degli Italiani, che non risparmiò nemmeno Rovigno, le risorse umane delle bande si ridussero letteralmente di più della metà e di tale epoca disponiamo di pochissimi dati (1950-1960). L'attività del gruppo rovignese si spense nel 1965, per poi rinascere nuovamente nel 1969. Agli inizi degli anni Settanta in Istria le bande d'ottoni rivissero un nuovo periodo di fioritura e nel 1976 vennero organizzati i primi „Incontri di bande di ottoni dell'Istria“.

Da allora e fino alla fine degli anni Ottanta anche la banda di ottoni rovignese svolse un’attività molto intensa, coronata dal successo, e visse il suo apice durante le riprese del noto film dell'epoca, „Il Generale“ (1985), con Franco Nero nei panni del personaggio principale. Nel 1989 l'attività si spegne nuovamente e venne riattivata nel 1996.

Oggi la banda di ottoni di Rovigno conta quarantadue membri attivi e opera con successo sotto la guida del maestro Giuseppe Bartoli.

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